Primavera nella storia dell'arte contemporanea albanese

Da: Sabina Darova

Finalmente la primavera è arrivata. É il momento in cui la natura sinrisvegli in tutto il suo splendore: tutto si rinnova, torna a nuova vita, ancora e ancora, dopo mesi di cieli grigi e freddo pungente...Proprio per lo splendore ad essa connessa, sono molto i compositori, artisti e scrittori che si sono ispirati ad essa: ad esempio, la " Primavera" é uno dei movimenti di Quattro Stagioni di A.Vivaldi, come " la sagra di primavera" di I.Strainsky per il noto balletto. sono molti, nella pittura, gli artisti che la celebrano. Tra loro Sandro Botticelli nel lontano 1582 quando dipinse lamcelebre " Nascita di Venere, l'Arcimboldo, dove la primavera è una donna composta da un grande varietá di fiori, con il capo rivolto verso sinistra;Gli impressionisti: Monet, Manet, Van Gog, Mucha, Previati, Bouguerau, Seurat,,, e molti altri che iniziano ad interpretare e usare tecniche nuove dando alle figure la morbidezza e agli ambienti un atmosfera di rarefatta luminositá. Partendo da queste premesse nasce l'idea di andare a sbircare nel passato per leggere e ricostruire la storia dell'arte contemporanea in Albania. E perché no, iniziare dal lontano anno 1973, con la mostra nella Galleria dell'arte di Tirana " Primavera del '73'", dove diversi artisti cercarono di portare nell'arte una lingua piú contemporanea rispetto ad una atmosfera generale pesante e difficile del Realismo Socialista. In quel periodo e dopo mancava la libertà di esprimersi. In quella mostra gli artisti esposero quadri con una tecnica artistica contemporanea, fuori dagli schemi socialisti, ma le conseguenze furono molto gravi. Pittori quali Edison Gjergo, Edi Hila, Ali Oseku e Maks Velo cercarono piú libertá in arte, furono reclusi e perseguitati, invece a tutti gli altri venne negato dimpoter dipingere. Per tutta risposta l'Esposizione Nazionale del 1976 fu percepita come la protesta piú dura all'influenza dell'Occidente che si osservó nella mostra del 73'. L'unico contatto dei pittori albanesi con l'arte contemporanea mondiale erano i libri e i cataloghi ai quali, peró, solo pochi privilegiati potevano accedere in quanto proibiti. verso la fine degli anni' 80' alcuni pittori piú idealisti tentarono di uttilizzare una tecnica piú moderna nellampittura, per avere piú libertá d'espressione e di creazione. Le ricerche si organizzavano nelle botteghe e i quadri che venivano realizzati rimanevano all'interno di esse. Queste opere venere presentate solo dopo gli anni' 90', con l'esposizione Nazionale "Onufri 1991" che dimostro lampresenza di stili autonomi e lontani dalle limitazioni del realismo socialista. E i pittori dissidenti? Mentre la mostra nazionale del 1945 segnó la fine di tutte le correnti artistiche e legittimó solo il realismo socialista,mstimoló la Redfred Gallery di Londra a promuovere Çatib Saraçi ( 1902-1974), un'ampia mostra rettrospettiva del pittore espressionista albanese. Tra il pubblico della mostra, Oscar Kokoschka, uno degli piú noti espressionisti dell'arte europea lo paragonó come " una meraviglia in mezzo a quel macello che era la nostra realta". Altro pittore molto importante all'estero fú Abedin Dino (1913-1994), che fece del suonessere forzatamente apolide strumento di divulgazione dell'arte e della cultura albanese. Dalla Turchia si trasferi a Mosca per due anni, e nel 38' emigró a Parigi. I suoi lavori vennero esposti ad Amsterdam, Mosca, Roma, Atene, New York e mai a Tirana. Artur Tashko (1901-1994), vissuto in Colombia. Secondo la critica d'arte colombiana, Tashko si ispiró all'arte paracolombiana, così come fece Picasso con l'arte africana. Sabri Fetah (1907-1989), professore all'Accademia delle Belle Arti in Turchia, arrivò a Tirana nell'1983 per accompagnare l'esposizione dell'arte turca, ma le sue opere non vennero accettate dal regime poichè appartenevano alla pittura moderna. Ibrahim Kodra, (1918-2006), nel 1994 fú la sua prima esposizione a Milano, dove ottene un grande successo. paul Eluart lo definí " Un primitivista di una civilizzazione", che Kodra stesso considerava la definizione piú viusta del suo stile. Gjin Mili (1904-1984), fotografo e avanguardista fece una rivoluzione nel campo della fotografia in America. Il drammaturgo irlandese Sean O'Casey lo chiamava " Il genio Albanese". Ha realizzato i videoclip dove metterá in scena grandi rappresentanti del jazz" Jammin'the blues". La pittrice Vera Blloshmi (1923-1998) creó in Inghliterra dei bellissimi quadri con temi del suo paese che potè ritornare in Albania per piú di 50 anni. Lika Janko (1928-2001), é la figura piú particolare della storia della diaspora albanese perchè in Bulgaria riuscí a realizzare insuoi quadri cubisti. Viene sopranominata "Picasso con la gonna". Lin Delia, il pittore che si è fatto piú. Onoscere meglio in Italia. Tra i massimi riconoscimenti merita una speciale menzione l'inserimento di un olio su tela la raffigurante Il volto di Cristo (1960) nella collezione permanente d'arte contemporanea dei Musei Vaticani, dove è tutt'ora ammirabile tra le opere di Matisse e Dalì. Arrivando nei giorni nostri, sempre in Italia, tra le Gallerie che si occupano di arte albanese se ne distingue una: quella di Milano, ci Francesca Kauffman che è la "mecenate" dell'artista Adrian Paci e di Anry Sala, imquali meritano un spazio a parte. Imcue gli riprenderó in un altro scritto. Senza pretendere di aver detto tuto, ma con l'augurio dimpoter continuare a raccontare di piú nei giorni che verrano, concludo con le parole di jna delle belle canzoni di Fabrizio De André: "Primavera non bussa, lei entra sicura, come il fumo lei penetra in ogni fessura. ha le labbra di carne, i capeli di grano, che paura, che voglia che ti prenda per mano. Che paura, che voglia che porti lontNo...