Un bigliettino in aereo...

Da: Xhabir Tabaku

Tradotto da: Amazona Hajdaraj

 Amazona Hajdaraj

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Ero molto stanco, mi ero allontanato da Londra due giorni prima. Io e la sig.na Umezawa, ci eravamo fermati a Istanbull per tutto il giorno e per sei lunghe ore a Seul.

Mi ero appena accomodando nel mio posto sull’aereo, il quale ci portava da Tokio a Osaka. Osaka è una città orribile! Cosi mi sembra ogni volta che sento la stanchezza addosso, ma poi cambio idea quando passeggio in quel gigante del Giappone, vecchio e nuovo, medievale e moderno allo stesso tempo.

La hostess, una ragazza elegante e bella, con abito shic e sorriso interessante, mi tocco leggermente la spalla destra e con un accento comico inglese mi chiese: - “coffe? Tea?”

Con pigrizia, ho allungato la mano e ho ripetuto: - “Tea, thanks!”

Ho sistemato la tazza di tè nel tavolino di fronte a me, dopo di che ho tirato fuori dalla tasca della sedia un giornale. Dal giornale e scivolato per terra un pezzo di carta ingiallito. Di nuovo con pigrizia ho allungato la mano per raccoglierlo. Sig.na Umezawa, una mia collega e cara amica, che era sulla mia sinistra, mi ha chiesto di porgergli la lettera. Glie l’ho consegnata e nel fra tempo che sfogliavo senza nessun interesse la rivista turistica, la sig. ra Umezawa, mi tocco leggermente con il gomito e mi disse che le lettera era molto interessante anche se in un linguaggio povero Giapponese.

“Può darsi che vi attira Mister Tab!” Cosi mi chiamano al lavoro, Mr. Tab.

- Umezawa, come faccio a dargli un occhiata se non conosco nemmeno una parola in Giapponese? Le ho chiesto.

- Te la traduco Io, - prosegui lei, facendomi l’occhiolino e una smorfia con le labbra da donna viziata.

- Ok, mi voglio godere la lettura chiudendo gli occhi, le ho detto, e nel fra tempo ho tirato un po’ indietro lo schienale della sedia dell’aereo.

“Cara Takoma”, iniziò lei. “Mi dispiace molto, ma molto, che sono stato costretto ad allontanarmi così in fretta, senza parlarti e senza salutarti. Sembrerebbe che sia successo qualcosa e devo essere a Hamburg, prima possibile. Spero di rivederti ancora, non dovesse succedere, ti ho lasciato dei soldi sotto il vaso dei fiori, quello sopra il tavolo in camera da letto. Non ho voluto svegliarti per due ragioni.

Il primo perche dormivi, il secondo che non ti eri ancora svegliata.

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Due giorni che abbiamo passato insieme sono stati meravigliosi, non gli dimenticherò mai. Nessuna prima di te mi aveva soddisfatto, nessuna. E dove non sono stato. Ma Takoma, tu sei la migliore di tutte. Il tuo profumo non e meno dei profumi del cielo … Il tuo corpo, il tuo viso… oh! Takoma, mia cara, porterò a lungo con me i tuoi baci. Ho un paio di cose da sistemare, ma appena prenderanno la direzione giusta, ti chiamerò per dirti dove ci vedremo.

Un grande abbraccio il tuo Ferdd Houfmann.”

Silenzio…

Aspettavo che Umezawa continuasse la lettura, invece lei probabilmente aveva pensato che io dormivo.

Effettivamente dopo un paio di minuti mi accorsi che veramente avevo fatto un pisolino.

La prima cosa che mi era venuta in mente dopo aver aperto gli occhi è stata di dire a Umezawa di continuare la lettura.

- Ms. Umezawa? - Yes… - And then…? - Oh Mr. Tab! How funny you are… - Why so? - That letter was written to a geisha, from a German industrialist… Hahaha now I understand why you do not like Germans … Dummies huh!? - I wouldn’t call them all dummies no… - You know…. Mr. Tab…. This rich German took the letter with him?! Don’t ya…

- What?!! How the hell do you know that?

- It is written in the paper sir… The German writes here, that he read his writing ten thousand times before he realized it should have been left somewhere in the geisha’s apartment…. Miss. Umezawa, laughed and laughed and I started laughing with her. - How about the “reasons” the German didn’t wake her up, buddy? Hahaaaa! -Twenty minutes and we will be landing in Osaka… the speaker said in Japanese and English. -I do not like Osaka, Miss. Umezawa said whispering while fastening the seat belt. I smiled looking at her in the eyes, making sure she wasn’t mocking me. *

-Signorina Umezawa, e dopo come continua? Le ho chiesto.

“Oh, Mr. Tab. quanto sei simpatico “

“Perche?” – le chiesi.

“La lettera è stata scritta da un business man tedesco per una prostituta .. hahhahhaa, ora capisco perché non le piacciono i tedeschi... Idioti eeee?

“No, no sig.na, non li chiamerei tutti idioti”

“Lo sa lei, Mr. Tab, che il riccone si è portato la lettera con se?!

“E come ha fatto a capire lei questo sig.na?”, le chiesi ironizzando e ridendo contemporaneamente .

“Oh, e semplice Mr. Tab,”- mi ha risposto,proseguendo, “la prima, perché l’ho abbiamo trovato nel giornale dell’ aereo, la seconda perché il nostro riccone l’ha scritto in fondo alla lettera , che l’ha letta migliaia di volte dopo essersi ricordato che l’ha portata con se, anzi che lasciarla nella camera della prostituta.

La sig.na Umezawa rideva senza fermarsi, anch’io insieme a lei.

Ridevamo ripensando le ragioni per cui il tedesco era andato via senza salutare la prostituta.

“Il primo perché dormivi, il secondo che non ti eri ancora svegliata”. Hahahahaa.

“L’arrivo per Osaka è previsto fra venti minuti” si senti la voce dall’autoparlante, sia in Giapponese che in Inglese.

“Non mi piace Osaka“ - disse la sig.na Umezawa, slacciando la cintura del sedile.

Sorrisi guardandola negli occhi, cercando di capire se fosse vera la sua affermazione.